L’utilitaria francese, che a fine anni ’70 ha già una trentina d’anni sulle spalle, entra nel gioco delle serie speciale con la “Spot” del 1976. Un esperimento riuscito: con questa mossa innovativa la 2CV si rilancia e amplia il suo pubblico. Un meccanismo che la Citroën mette in pratica più volte e perfeziona con la Charleston del 1980, vero emblema delle serie speciali. Scopriamo le più curiose e interessanti.
Indice dell’articolo
- Buona la prima: Citroen 2CV Spot (1976)
- Ed è subito Charleston! (1980)
- Anche agente segreto: Citroën 2CV 007 (1982)
- Col vento in poppa: 2CV France 3 (1983)
- Un’esplosione di colori: Citroen 2CV Dolly (1985)
- Rigore fuori porta: 2CV Cocorico (1986)
- Come un bicchier d’acqua: Citroen 2CV Perrier (1988)
Buona la prima: Citroen 2CV Spot (1976)
Il tempo passa inesorabile per tutti, anche per le icone su quattro ruote. Pur non (troppo) scalfita da quella che sarebbe dovuta essere la sua erede Dyane, negli anni ’70 la 2CV inizia a sentire il peso dell’età. Eppure, proprio in quel periodo, la 2CV festeggia i primi 5 milioni di esemplari prodotti. Quale migliore occasione per ridare linfa al modello? Detto, fatto: il 1976 è l’anno della Citroën 2CV Spot. Una creazione, quest’ultima, che vede coinvolti il centro stile Citroën e il poliedrico Serge Gevin, l’artista e pubblicitario ideatore dell’allestimento degli stand Citroën.

E’ proprio da un’idea di Gevin che nasce la Spot: la carrozzeria della 2CV 4 (quella coi fari rettangolari) viene dipinta di bianco e arancio (per la precisione, bianco Meije e arancione Tenerè), i sedili e la capote sono rivestiti con tessuti negli stessi colori, un telo parasole è aggiunto nella parte anteriore del tetto. Un successo: pur con sole 1.800 unità prodotte, la Spot convince critica e pubblico. Gli esemplari disponibili vengono esauriti in appena una settimana, anche grazie al concorso organizzato in concomitanza col lancio, che premia le vetrine dei concessionari Citroën più originali. Un’esperienza che fece da apripista alle successive serie speciali (incuriosito dal tema delle serie speciali? Scopri qui le auto olimpiche e le edizioni dedicate alla Olimpiadi).
Ed è subito Charleston! (1980)
E’ lei, la più iconica e rappresentativa delle 2CV: la Charleston del 1980. Un successo senza precedenti, che porterà ben presto la Citroën a trasformarla da serie speciale e versione a sè stante. Già, perché inizialmente, quando fu presentata al Salone di Parigi del 1980, la 2CV Charleston – anch’essa opera di Serge Gevin – era verniciata in bordeaux e nero, sulle cui fiancate spiccavano le strisce decorative in stile anni Trenta. E, sopratutto, ne era prevista una produzione limitata a 8.000 esemplari. Ma le cose andarono diversamente: il pubblico – in particolare quello più giovane – la amò dal primo istante. Così come amò i suoi sedili in tessuto pied-de-poule e i suoi cerchi bordeaux con calotta cromata. Gli esemplari previsti furono ben presto esauriti, inducendo la Citroën a metterla regolarmente a listino.




Con la grande serie la Charleston subì alcune modifiche: dal 1982 cambiò il procedimento di verniciatura (le portiere, ad esempio, non furono più verniciate in due colori, ma la parte scura fu applicata tramite adesivi), cambiò la stoffa interna (di colore grigio a losanghe, senza pied-de-poule), l’impianto frenante fu potenziato con l’adozione dei freni anteriori a disco e, perdendo lo status di serie speciale, la Charleston perse anche la consecutività dei numeri di telaio, ora mischiati a quelli delle altre versioni.
La gamma della Charleston venne ampliata anche con nuove colorazioni: è del 1982 la versione giallo-nera e del 1983 quella grigio chiaro/grigio scuro. Se la livrea giallo-nera non scaldò i cuori (tanto da sopravvivere un solo anno – ed essere quindi oggi tra le varianti più ricercate), la “doppio grigio” divenne in poco tempo la più scelta. Tonalità, quella dei due grigi, che fu scelta anche dalla stessa Citroën per l’esemplare che, il 27 luglio del 1990, segnò la fine di una storia lunga oltre 40 anni. Consegnando la 2CV, e la Charleston, al mito.
| Colorazione | Anni di produzione |
| Rouge Delage AC 446 e Noir AC 200 | 1980 – 1990 |
| Jaune Helios AC 336 e Noir AC 200 | 1982 – 1983 |
| Gris Cormoran GVP e Gris Nocturne GVR | 1984 – 1990 |
Anche agente segreto: Citroën 2CV 007 (1982)
Difficile che ne abbiate mai vista una: la 2CV 007 del 1982 è stata prodotta in soli 700 esemplari (o addirittura meno: secondo altre fonti furono 500) ed oggi ne sopravvivono poche decine. Ciononostante la 007 è una delle 2CV più sorprendenti, non fosse altro perchè celebra la partecipazione dell’utilitaria Citroën in un film della saga di James Bond: “Solo per i tuoi occhi” del 1981, con Roger Moore e Carol Bouquet, che la impegnano in un inseguimento al cardiopalma.

La 2CV 007 posta in vendita, tuttavia, non è uguale alla protagonista del film. Facile intuirne il motivo: per la realizzazione della pellicola furono usate tre 2CV 6 Club dotate di telaio della Ami Super e del motore e della meccanica della GS, interventi necessari per rendere possibile la realizzazione delle scene dell’inseguimento. Non di meno, la serie speciale è stata realizzata successivamente alle riprese cinematografiche, acquisendo le modifiche nel frattempo apportate alla produzione.


Ma com’erano le 2CV 007 della serie speciale? La base era fornita dalla 2CV 6 Special di colore giallo Jaune Helios AC 336 (quello della Charleston giallo-nera) con adesivi neri con scritto “007” posti sulle fiancate, sul cofano e sul portellone, a cui si aggiungono dei piccoli adesivi neri circolari a rappresentare i fori dei proiettili. E proprio piccoli adesivi fanno si che ogni 2CV 007 sia unica: non avevano un posizionamento preciso sulla carrozzeria, venendo applicati a piacimento dagli operai e dai fortunati clienti!
Col vento in poppa: 2CV France 3 (1983)
Tra le barche in corsa per partecipare alla America’s Cup del 1983 c’era anche un veliero francese: è il France 3, che fece sognare all’intera Francia una partecipazione alla finale della più famosa competizione velistica mondiale. E Citroën volle sostenere l’iniziativa: nacque la 2CV France 3.
Basata sulla 2CV 6 Special con motore da 602 cc, la France 3 si caratterizzava per la sua verniciatura “total white” (il colore Meije White era disteso sulla carrozzeria, sui cerchi, sui paraurti e sul supporto dei fari) e per le bande decorative blu poste sul cofano, sulla capote, sulle fiancate e sul portellone – dove è applicata anche una decalcomania dell’imbarcazione. All’interno si trovano pannelli porta blu e sedili bianchi con strisce blu che richiamano le decorazioni della carrozzeria.
In totale ne furono prodotti 4.000 esemplari. I primi 2.000 uscirono dalla catena di montaggio nell’aprile del 1983 e furono rapidamente esaurite: d’altronde, per ognuna di queste unità – vendute solo in Francia – 500 franchi venivano devolute alla squadra della Coppa America per la manutenzione del veliero. Gli ulteriori 2.000 esemplari vennero prodotti nell’aprile del 1984 a regate concluse, e furono destinati anche all’estero: nell’Europa continentale fu venduta col nome di 2CV Transat, mentre in Inghilterra fu 2CV Beachcomber. Poche le differenze tra la France 3 e la Transat/Beachcomber, escluso l’adesivo della barca, un’esclusiva della France 3.

Un’esplosione di colori: Citroen 2CV Dolly (1985)
La firma di Serge Gevin compare sotto un’altra serie speciale della 2CV: la Dolly. Come la Charleston, anche la Dolly fa leva sull’effetto vintage della 2CV, reinterpretando il tema in maniera più giocosa e, sopratutto, più facile – e meno costosa – da produrre. Il pubblico gradì, tanto da essere stata costruita in tre diverse serie, prima di diventare – proprio come la Charleston – un allestimento di serie. Caratteristica di tutte le Dolly è l’applicazione di adesivi specifici col nome della versione sotto al parabrezza anteriore e nella parte bassa del portellone posteriore.
La prima serie della Dolly debuttò nel marzo del 1985 sulla base della 2CV 6 Special. Propone tre diverse verniciature bicolore, tutte caratterizzate dalla presenza del Grigio Cormoran. La prima Dolly fu prodotta in 3.000 esemplari, di cui 1.500 destinate ai mercati esteri di Italia, Austria e Gran Bretagna. Da notare come questa Dolly fu la più complessa da realizzare, necessitando di due passaggi di verniciatura e dell’applicazione di un numero maggiore di adesivi rispetto alle serie successive.

Con la seconda serie della 2CV Dolly dell’ottobre 1985 la Citroën alza la posta: gli esemplari prodotti saranno ben 6.000, proposti ad un prezzo a metà strada tra la più economica 2CV Special e la più rifinita 2CV Club. Un posizionamento reso possibile dalla semplificazione del processo di verniciatura. Rispetto alla prima serie, la nuova Dolly si caratterizza per combinazioni di colori più vivaci, comprendendo anche il verde ed il rosso.

La Dolly terza serie appare nel marzo del 1986, proponendo sempre tre combinazioni di colori (due riprese dal modello del 1985, più una inedita). Nuovi rivestimenti interni accolgono i passeggeri, ora con sedili più spessi e comodi, dotati di schienali e lati in similpelle. Non mancano le ruote verniciate in Meije White con i coprimozzi in acciaio inox della Dyane 6.

| Combinazioni | Serie |
| Jaune Rialto EAA e Gris Cormoran EVP | 1a serie |
| Blanc Meije EWT e Gris Cormoran EVP | 1a serie |
| Gris Cormoran EVP e Rouge Vallelunga EKB | 1a serie |
| Blanc Meije EWT e Rouge Vallelunga EKB | 2a serie / 3a serie |
| Blanc Meije EWT e Vert Bambou AC533 | 2a serie |
| Jaune Rialto EAA e Rouge Delage EKA | 2a serie / 3a serie |
| Bleu Nuit ELK e Jaune Rialto EAA | 3a serie |
Rigore fuori porta: 2CV Cocorico (1986)
E’ questa la storia di una serie speciale sfortunata, arrivata sul mercato oltre il triplice fischio finale e senza un vero scopo. Eppure, le premesse per una buona riuscita c’erano tutte: il 1986 era l’anno dei Mondiali di calcio, con la Francia tra le squadre favorite per la vittoria. Il solito Serge Gevin pensò a un’edizione speciale su base 2CV 6 Special con i colori della bandiera francese: Se i parafanghi anteriori e posteriori sono verniciati, rispettivamente, in blu e rosso, il resto della colorazione è ottenuta tramite adesivi. Ciliegina sulla torta, l’adesivo di un “cocorico”- il celebre galletto simbolo dei Blues – sulle portiere anteriori. Un allestimento davvero originale, che tutti i francesi avrebbe voluto avere in caso di vittoria. Ma la Francia fu eliminata in semifinale dalla Germania Ovest per 0 a 2…

In Citroën decisero di non buttare via quanto realizzato: eliminati gli sticker dei galli, la 2CV Cocoricò fu prodotta nel settembre del 1986 in 1.000 esemplari – ovviamente tutti destinati alla Francia – eliminando ogni tipo di riferimento calcistico, anche dalla comunicazione. Non bastarono l’orgoglio transalpino e una più ricca dotazione di serie – comprendente anche tessuto tipo jeans, panchetta anteriore, volante a due razze, copriruota cromati – a dare un senso a questa serie speciale. Diversi esemplari rimasero mesi nei concessionari Citroën, alcuni dei quali, così vuole la leggenda, furono spogliati della bandiera francese per essere venduti più facilmente.

Come un bicchier d’acqua: Citroen 2CV Perrier (1988)
Tra le serie speciali della 2CV, solo una fu realizzata all’interno di un’operazione di co-branding: è la 2CV Perrier del 1988, realizzata dalla filiale belga della Citroën in 1.000 per i soli mercati del Belgio e del Lussemburgo. Ma da cosa nacque l’associazione tra l’utilitaria francesce e il marchio (anch’esso francese) di acqua minerale? La spiegazione è alquanto sorprendente: alla base della collaborazione c’era la scimmia Fhou, protagonista delle campagne pubblicitarie Perrier in Belgio. E diventate un vero tormentone!

Realizzate tra il 1988 e il 1989 – e appartenenti a due model year diversi, anche per stabilimento di produzione – le 2CV Perrier sono basate sulla versione Special di colore bianco Meije a cui è applicato una linea a zig-zag lungo il cofano, dei discutibili copricerchi integrali che – perlomeno nelle intenzioni – riproducono il tappo o il fondo di bottiglia di una Perrier e, appena davanti al parabrezza, un’originale statuetta della scimmia Fhou. Se i dettagli esterni sorprendono, all’interno l’effetto wow è assicurato: i pannelli porta sono rifiniti in tessuto (le ultime 2CV con tale raffinatezza risalgono agli anni ’50) che riproduce la sagoma della scimmia Fhou e, posto sul pavimento come fosse un mobiletto centrale, trova posto un frigorifero appositamente progettato e realizzato per contenere sei bottiglie da 20 cl di Perrier!










